CITAZIONE (sarrus @ 7/12/2007, 15:18)
cioè un carattere di per sé non è mai sbagliato, è solo nel contesto di una parola che lo diventa. Gli spazi potrebbero rientrare, nel senso che "Iosono" è un refuso perché è una parola che non esiste.
Ci ho pensato un po'.
Secondo me anche tu hai in mente un testo ideale. Non è il contesto
specifico che fa il refuso, ma il testo che ha in mente lo scrittore. Il contesto è solo una spia, ma non ha carattere definitorio nello stabilire se una cosa è refuso o meno.
Se uno scrive "la casa era rossa" può avere anche senso, ma è da considerare sbagliato se l'autore voleva scrivere "la cassa era rossa" (pur essendo sia casa che cassa parole esistenti in italiano, e pur essendo ambo le frasi di senso compiuto).
Se sto riportando il diario di un personaggio, in cui l'autore commette degli errori, e compare la parola: "sbaggliare", sarebbe un refuso se scrivessi "sbagliare". Nella mia testa io volevo che il personaggio dicesse "sbaggliare".
Lo stesso esempio, in modo meno artificioso, vale per i dialoghi di personaggi "sgrammaticati".
Lì come fai a capire se una parola è un refuso o no?
L'unico modo è conoscere il testo originario (ideale), quello che "ha in testa" l'autore.
Refuso è errore di trasmissione, secondo me (errore di battitura, una correzione forzata di Word, un lapsus nella scrittura, ecc.).